Campagna (Napoli Centrale, 1975)

di Luciano Arciuolo

Campagna… comm’è bella a campagna… Ma è cchiù bella pe ‘o padrone, ca se regne  ‘e sacche d’oro… e ‘a padrona, sua signora, ca se ‘ngrassa semp’ e cchiù. Così cantavano i Napoli Centrale nel 1975 e, diciamoci la verità, sembrano passati millenni. Ma non è così.

Secondo dati della Banca d’Italia (della Banca d’Italia, capito?), la distribuzione della ricchezza negli ultimi tre anni, in Italia, è cambiata in maniera sensibile. E’ utile sottolineare che gli ultimi tre anni sono stati anni molto difficili per l’economia mondiale, con il costo delle materie prime (petrolio, gas, grano, cereali…) aumentati in maniera vertiginosa, anche e soprattutto per la guerra in Ucraina causata da Putin, il vero capo delle destre di tutto il mondo.

Ebbene: in Italia, in questi ultimi tre anni, il 5% più ricco della popolazione è passato dal possesso del 40% della ricchezza nazionale a quello del 47% della stessa ricchezza. Non solo: il 50% più povero dei cittadini italiani, che tre anni fa aveva solo l’8% della ricchezza nazionale, oggi possiede ancora di meno: solo il 7%! Insomma, nei periodi di crisi, quando la metà degli italiani è costretta a tirare la cinghia e a fare i conti con i soldi che sono sempre di meno, i più ricchi non solo non si accorgono neanche dell’esistenza di una crisi economica, ma si arricchiscono ancora di più ed escono dalla crisi ancora più ricchi.

E c’è di più: man mano che i profitti dei proprietari delle aziende aumentano, di pari passo aumentano anche i morti sul lavoro per i quali, probabilmente e visto come vanno da noi le cose, nessuno pagherà mai, anche perché, come è successo a Firenze, qualche morto, per l’Italia, semplicemente non esiste.

Beh, forse sì. Da quel 1975 cantato dai Napoli Centrale forse il mondo è cambiato. Se è cambiato, però, è stato solo per diventare peggiore.

Luciano Arciuolo

(da Fuori dalla Rete Marzo 2024, anno XVIII, n. 1)

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